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domenica 29 giugno 2014

Tom Rebl, viaggio mistico tra Oriente e Occidente: e nasce la Donna



Musica sacra e rituali solenni hanno aperto la sfilata di Tom Rebl S/S 2015 a Milano, in un'atmosfera piacevolmente mistica in cui lo stilista è stato coattore di una performance con Angelo Orazio Pregoni, alias O’DRIÙ, artista e profumiere. La fragranza Bomb_Hay, ispirata all'India e creata per l'occasione, ha aperto la passerella in cui per la prima volta, lo stilista ha vestito anche la donna, con una capsule collection di 25 modelli che nasce dalla collezione maschile, prendendone a prestito alcuni elementi. 


Linee fluide, tessuti leggeri, bianco e oro, tuniche, tessuti sovrapposti, soprabiti argento e di seta pregiata sono le proposte che rebl ha fatto sfilare in passerella.



Questa quarta collezione di Tom Rebl ha mostrato ancora una volta un equilibrio riuscito tra l'alta sartorialità italiana e forti contenuti stilistici. Lo stilista ha destrutturato le linee tradizionali del guardaroba maschile per rileggerle in un linguaggio innovativo, sperimentale e provocante.

Il tutto in un perfetto equilibrio tra opposti che si attraggono e si respingono, tra Oriente e Occidente, tra natura maschile e femminile, in un gioco di rimandi simbolici ispirato dalla figura ambivalente della dea Kali, la divinità indù che racchiude in sé oscurità e luce, bene e male. 


Un viaggio trasversale fatto di contaminazioni che riscrive la moda contemporanea e definisce nuove tipologie di abbigliamento per l’uomo e la donna. I volumi diventano ampi e fluidi, poi improvvisamente le linee ritornano a essere asciutte. I capi iconici di Tom Rebl come il chiodo, il trench e la vestaglia conoscono una nuova interpretazione e lo sherwani, la giacca lunga indiana, si confronta con la tradizione stilistica occidentale. I capispalla e i pantaloni, le maglie e gli abiti svelano un codice estetico mistico contemporaneo in cui i pezzi non hanno più un’identità precisa e la preziosità è protagonista con tessuti originali, provenienti dall’India.


I capi sono realizzati con sari vintage in broccato di seta che rinascono in una sorta di reincarnazione induista. Non mancano il denim lavato, screpolato, verniciato, il jersey leggerissimo di micromodal, lo jacquard di felpa goffrato, ma anche lino, lana cinzata per un impatto lucido, tessuti direte elastici. Le lavorazioni raccontano una ricerca continua e raffinata dello stilista che privilegia trattamenti hi-tech al laser per creare superfici inedite che reinterpretano i drappeggi dei sari indiani. 
Il nero in tutte le sue sfumature si declina in ombre e luci grazie a costruzioni insolite o all’accostamento di filati diversi. Il tutto è acceso da inserti di metallo ossidato e dettagli che richiamano la tradizione stilistica indiana, con motivi stilizzati ottenuti dalla lavorazione dei tessuti. 


Anche la donna è una nuova figura che guarda al futuro spaziando tra i generi.
I volumi sono ampi e rimodellano il corpo con proporzioni che superano gli stereotipi della moda. Oltre al nero, troviamo capi in rosso e argento, scolli a V, stampe pitone,gonne con ampi spacchi laterali, mentre i drappeggi, già visti sui capi maschili, ricordano quelli dei sari e la maglieria indaga nuove frontiere con capi storti, elaborati e reinventabili. La collezione è completata da gioielli che vestono il corpo, dai cappelli scultorei di Zena, l’artista milanese che continua a collaborare con Tom Rebl, e dalle scarpe decisamente underground firmate da Alain Quilici


A sottolineare la vocazione artigianale di Tom Rebl gli occhiali Bomb-Ray che accompagnano la sfilata abbinando acetato arrugginito o used look e metallo brunito o lucido. 

Il VIDEO della Sfilata


Gallery





  







TOM REBL


WWW.TOMREBL.COM


TOM REBL su Facebook


Thanxs to Giulia Ciccarese, Filippo Maria Gallo




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mercoledì 25 giugno 2014

Fluon a Yepp Fest, il nuovo che avanza scatena energia


YEPP, acronimo di Youth Empowerment Partnership Programme, è un progetto nato alla Spezia nel 2009 che vede coinvolta l’Università di Berlino creato per valorizzare la arti giovanili, la musica e gli artisti emergenti. I giovani organizzatori hanno reclutato le band che si sono esibite domenica 21 giugno all'interno dello spazio BOSS ed hanno voluto la presenza in qualità di headliners dei Fluon, il gruppo che nasce dall'esperienza consolidata negli anni di Andy Fumagalli con i Bluvertigo, di cui è il cofondatore, Fabio Mittino , Fabrizio Grigolo e Luca Urbani.

Nato dalla commistione di profondi conoscitori della musica e del sistema musicale - Andy e Luca già nei primissimi anni '90 sfornavano cd e giravano l'Italia con le rispettive formazioni, Bluvertigo e Soerba - ma anche della tecnica musicale - oltre ai sopraccitati, Fabio Mittino, allievo della scuola del mitico Robert Fripp, fondatore dei King Crimson e Fabrizio Grigolo, arrangiatore e programmatore di raro talento - nonché attori crossmediali dalle molteplici influenze - Andy è anche pittore di successo ed artista a tutto tondo - il progetto Fluon ha già raccolto molti consensi. Grazie al crowdfunding (leggi qui l'articolo) è nato il loro primo lavoro, "Futura Resistenza", che a partire da questa estate sarà portato dal vivo in tutta Italia assieme ad alcuni pezzi nati durante la prima fase del progetto.


L'esibizione dei Fluon è stata coinvolgente; energia ed elettronica, electropop suonato alla massima potenza dal solido impatto sonoro che ha dato modo al pubblico di apprezzare sonorità non usuali in questo periodo storico musicale dominato perlopiù in Italia da prodotti puramente commerciali, spesso creati ad hoc dalle case discografiche. 

I Fluon hanno saputo e voluto azzardare, sono restati fedeli alla loro vocazione sincera e pura in fatto di musica e di scelta artistica ed hanno dato vita alla prima data del loro tour in modo efficace.

Andy, frontman dotato di notevole presenza scenica, capace di acrobazie (salti e trottole ereditate dalla sua esperienza come pattinatore artistico), fa finalmente sentire la sua voce dal timbro potente, più di quanto gli permettesse il suo ruolo con i Bluvertigo.

Luca Urbani gli fa da contraltare, seconda voce e voce solista, in un'alternanza che ha impreziosito e dato colore ai brani. La chitarra di Mittino ha dato come sempre quel sound unico che dal vivo acquista potenza mentre i synth e le programmazioni di Faber hanno fornito un tappeto sonoro davvero solido. E, su tutto, l'affiatamento palpabile ed il divertimento di stare assieme sul palco a suonare la propria musica, nata sull'onda dell'entusiasmo creativo.



Fra i brani proposti Futura Resistenza, Dove si Comincia, Evoluzione, Il nuovo che avanza (primo singolo del cd), Immobile, L'assassino è il maggiordomo, e la splendida Buio, cantata senza effetti vocali, che ha permesso di ascoltare la voce del frontman Andy in tutta la sua genuina sostanza.

Tra i bis, l'adrenalina aumenta ed il pubblico chiede a gran voce altra musica, altri suoni, altra energia. Originale la scelta della cover di un brano di Celentano, "L'uomo Perfetto", mai come oggi così attuale, con le sue riflessioni tra il vuoto e l'anoressia sentimentale tra uomo e donna e molto adatta al sound Fluon, col suo ritmo sincopato e potentemente elettronico.

Altre chicche "Polvere", già inserita nel cd "Le canzoni ai testimoni" di Enrico Ruggeri, riuscita prova di come il sound dei quattro sia adatto alla reinterpretazione di un gioiello della discografia anni '80 dei Decibel, e "I am Happy", punta di diamante della produzione musicale dei Soerba.


Last but not least, lo stile: pantaloni neri e camicie bianche e nere dai grafismi tipici, segno di un codice che non è solo musicale ed artistico ma si fa anche estetico, in cui parla un'essenzialità raffinata, mai volgare.


Al termine del concerto, un dj set di Andy breve a causa degli orari ma efficace, che ha dato modo di scatenarsi a chi aveva ancora voglia di ballare. 



Una serata che ha lasciato entusiasmo e freschezza e la voglia di sentire e vedere ancora dal vivo questi quattro ragazzi che, fedeli alla loro linea ed al loro progetto musicale, sfidano il luogo comune per innovare, divertendo divertendosi.

  
Alcuni estratti del concerto





Foto copertina: Inlomoitrust

Foto di Roberta Sotgiu:











Il Disco:



Grazie a Tiziana Frosali e Roberta Sotgiu
          
FLUON

MuSicaLa SpEZIA YEPP 





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domenica 22 giugno 2014

"La vita che scorre" di Emmanuelle de Villepin vince il Premio Letterario Rapallo Carige 014


Gli uomini leggono libri scritti da uomini, le donne leggono libri scritti da uomini ma anche da altre donne. La sfida è eliminare questa differenza.
Parole di Jeanette Winterson, vincitrice della trentesima edizione del premio Internazionale per la donna scrittrice di Banca Carige andato in scena ieri a Villa Tigullio, uno splendido scenario affacciato sulla Baia di Portofino.
La kemesse, nata nel 1985, è stata vinta con 31 preferenze dalla francese Emmanuelle de Villepin con "La vita che scorre" (Longanesi), ed è stata caratterizzata soprattutto dalla ricerca attenta del codice narrativo femminile abbinato ai valori, alle ansie e alle speranze della donna che oggi vive e si racconta. L'attrice Anna Bonaiuto (madrina della manifestazione), invitata assieme all'attore e doppiatore Francesco Pannofino a rappresentare ed incarnare con voce e gesti le parole scritte, ha ricordato che il femminile porta comunque a chi legge quel "qualcosa in più"- sensibilità innata, visione del mondo ed interiorità.


da sinistra a destra il Presidente Carige Cesare Catelbarco, Emmanuelle de Villepin e il Sindaco di Rapallo Carlo Bagnasco

Nel caldo pomeriggio di fine giugno sono stati così presentati da Livia Azzariti le trame ed i vincitori delle varie sezioni del concorso dedicato all'universo culturale femminile: il Premio Opera Prima è andato alla pugliese Giuliana Altamura per "Corpi di Gloria" (Marsilio); il Premio Internazionale è stato assegnato a Jeanette Winterson, autrice de "Il cancello del crepuscolo" (Mondadori) per la radicalità delle scelte narrative, l’universale consenso critico, il costante successo di pubblico, l’attenzione alla condizione femminile, il punto di vista mai settario dell’amore lesbico.
Finaliste Marina Mander, che con il suo "Nessundorma" (Mondadori) ha vinto il terzo premio, mentre Rosella Postorino, già vincitrice nel 2007 del premio Opera Prima, si è aggiudicata il secondo posto con "Il corpo docile" (Einaudi).
Il premio speciale della giuria, intitolato ad Anna Maria Ortese, è stato assegnato a Marta Morazzoni per “Il fuoco di Jeanne” (Guanda), in cui l’autrice, sei secoli dopo, ripercorre le orme di Giovanna d’Arco.


Anna Bonaiuto durante il reading / Ph.Luca Giarola-mentelocale

I libri della "terna" sono stati inviati ai 60 lettori della giuria "popolare" e sono stati votati, in diretta nel corso della manifestazione, sia dai lettori che dalla giuria tecnica presieduta dal presidente Elvio Guagnini (presidente), Maria Pia Ammirati, Mario Baudino, Francesco De Nicola, Luigi Mascheroni, Ermanno Paccagnini, Mirella Serri e Pier Antonio Zannoni (coordinatore responsabile del Premio). Tra le autorità presenti il Presidente di Banca Carige Cesare Castelbarco Albani ed il sindaco di Rapallo Carlo Bagnasco. Ospite musicale Mariella Nava.

L'evento andrà in onda su Rai 3 sabato 5 luglio alle ore 11,15.


sx a dx: Villepin, Mander, Postorino, Morazzoni, Altamura, Winterson/Ph. Luca Giarola


Le Autrici e le schede dei Libri

Emmanuelle de Villepin, vincitrice del Premio Carige
Emmanuelle de Villepin - La vita che scorre
Longanesi
La scrittrice francese, che vive a Milano da 26 anni, in questo romanzo dà voce ad Antoine, un uomo anziano che ripercorre la propria esistenza scandita da alcune prove terribili, a partire dalla tragedia che lo segna indelebilmente all’età di nove anni quando, in un pomeriggio di primavera del 1944, rimane orfano dopo essere sfuggito per puro caso al massacro compiuto dai soldati nazisti nel villaggio francese dove vive; prove dalle quali, nonostante tutto, non si lascia sopraffare. Il romanzo di Villepin non ha solo spunti storici ma è segnato da una riflessione esistenziale, di approfondimento psicologico. Antoine si dovrà cimentare anche con la grave malattia che ha colpito sua figlia Elisa. Alla fine, scoprirà che l'esistenza ha ancora tante sorprese in serbo per lui. E che, come recita il titolo, "La vita scorre".


Rosella Postorino, seconda classificata
Rosella Postorino - Il corpo docile
Einaudi
Già vincitrice del premio Carige "opera prima", Rosella Postorino ribadisce in questo suo nuovo romanzo le migliori qualità di scrittura che già conoscevamo, in un processo di crescita costante. 
Il complesso rapporto tra Milena ed Eugenio si sviluppa in uno scenario di costrizioni (anche materiali, come la prigione nella quale la protagonista ha vissuto da bambina) e di libertà di difficile conquista, in un drammatico intreccio di violenza e tenerezza. A dare un po' di luce, i rari sentimenti di solidarietà che forniscono le sole possibilità di dare un senso di umanità alla vita. La crudezza del tema affrontato è resa con efficacia da un linguaggio essenziale, che non concede nulla a inutili compiacimenti stilistici.   


Marina Mander, terza classificata
Marina Mander - Nessundorma
Mondadori
In questo romanzo la radiocronaca da Berlino della partita finale dei mondiali di calcio del 9 luglio 2006, tra Italia e Francia, conclusa con la vittoria degli azzurri, si intreccia con molteplici vicende che accadono nella grande città. Vicende di amore, di dolore, di sofferenza. Un evento emozionante e i suoi riflessi nel privato dei personaggi, raccontati in un romanzo complesso, di grande finezza nei particolari, capace di entrare incisivamente nel gioco delle interrelazioni. Una riflessione appassionata e ironica sulla vita, sui sentimenti, sul modo diverso di vivere lo stesso evento, misurando in esso la propria personalità e la propria storia. 

Altri Premi


Premio Speciale della Giuria
Marta Morazzoni - Il fuoco di Jeanne
Guanda


Il percorso narrativo di Marta Morazzoni insegue le orme di Giovanna d'Arco. Sono orme marcate, proprie della documentazione storica e processuale, che la portano al rogo di Rouen. Orme labili della leggenda che la vuole sfuggita al rogo per invecchiare nel castello di Jaulny come moglie di Robert D'Armoise. Sono le orme di un mito che la Morazzoni ricostruisce in un romanzo dal doppio binario, tipico della "quest": quello di Jeanne e del suo mondo (la corte, la guerra); e quello della scrittrice stessa, che si muove tra castelli, paesi, persone, chiese, musei, raccontando e raccontandosi, rendendo così  il lettore partecipe di questa ricerca, che ha la struttura di un puzzle, ma che, nell'interrogare se stessa, conserva un tono intrigante ed una scrittura di solida raffinatezza.


Premio "Opera Prima"
Giuliana Altamura - Corpi di Gloria
Marsilio


L'indolenza dell'estate del Sud abbaglia i corpi di un gruppo di giovani ventenni. Siamo in Puglia, nel villaggio di Riva Marina e la scrittura asciutta e lineare di Giuliana Altamura segue le storie di due fratelli, Gloria e Andrea, i legami di famiglia e due geografie che collidono; l'Italia del Sud e l'America di Los Angeles. La scrittrice barese esordisce in letteratura con una storia stilisticamente matura, che entra con forza dentro le maglie di una "gioventù bruciata" e nelle dinamiche familiari, senza trascurare un finale a sorpresa. 


Premio Internazionale
Jeanette Winterson - Il Cancello del crepuscolo
Mondadori


Dopo l'esordio fulminante di "Non ci sono solo le arance" (1985), opera semiautobiografica di una adolescente che scopre la propria sessualità, i suoi romanzi attraversano i generi tra autofiction, ironia, ricostruzioni metastoriche, critica dei costumi. L'ultimo, "Il Cancello del crepuscolo", fa rivivere un celebre processo per stregoneria del primo Seicento: dove compare anche William Shakespeare e, in una fascinazione quasi ipnotica, si sbriciola l'incerta frontiera tra magia e razionalità.


GALLERY
Ph. Luca Giarola


Emmanuelle de Villepin, Marina Mander e Rosella Postorino 

Francesco Pannofino durante il reading 

Giuliana Altamura, Premio Opera Prima

Livia Azzariti 

Marina Mander 

Marta Morazzoni, Premio Speciale della Giuria

Rosella Postorino 

Jeanette Winterson, Premio Internazionale

La premiazione / Ph. Oriana Mariotti-nonsolovestita




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