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domenica 23 febbraio 2014

Sanremo, quando un' icona di stile dirige l'orchestra...



Sanremo e il calo d'ascolti, Fazio e i monologhi buonisti, La Littizzetto e le sue battutacce, gli ospiti troppo agée ed i megastipendi del conduttore... potrei andare avanti quasi all'infinito ma di questo ed altro hanno ormai parlato tutti, annoiandomi ed annoiandovi.

Quindi scanso e dribblo, svirgolo pure sulle canzoni - haimé, ben poche mi sono piaciute - e passo subito a ciò che più m'interessa, ovvero "La Bellezza" - e non vado nemmeno fuori tema, visto il leit-motiv della kermesse -.

Parlo di Bellezza intesa in senso estetico ma non solo; una bellezza che risiede nell' Essenza di una donna. E questa donna dall' allure chic, elegante e competente, questo Sanremo ce l'ha regalata, anche se non compare tra i nomi gridati e tra le "star" super fotografate.

Ed anche in questo sta il suo fascino. 

La bellezza della donna che Nonsolovestita assurge ad icona per questa edizione del Festival, ma non solo: Andrea Mirò


Sottile, esile, diafana, androgina, chic, alternativa, intelligente e parecchio competente in fatto di musica.

La mia Icona di Stile è lei, che mi rimanda alla classe innata di Coco Chanel, alla bellezza di certe attrici francesi brune, androgine, minimaliste.

Vanity Fair l'ha accostata a Tilda Swinton; poco male, ma Andrea è meglio.

Compositrice, cantautrice, musicista, cantante, direttrice d'orchestra, Andrea porta i suoi 46 anni splendidamente. Compagna di Enrico Ruggeri, ha partecipato quattro volte al Festival di Sanremo in qualità di solista e quest'anno è stata molto notata dalla stampa per essere l'unica direttrice d'orchestra donna della manifestazione - ce ne fossero... - e questo mi pare sminuente.

Con quella sua aria francese - bohèmienne ha portato in teatro con Giangilberto Monti e Alberto Patrucco la musica e i versi dei più grandi chansonnier d'oltralpe: da Charles Trénet e Georges Brassens, a Édith Piaf e Juliette Gréco, fino a Boris Vian, Léo Ferrè, Jacques Brel e Serge Gainsbourg. Il progetto porta il titolo emblematico di La Belle Equipe.


Intervistata sui suoi appunti di Stile, Andrea ha detto di non potere fare a meno dei piccoli accessori come scarpe ed orecchini. I capelli poi: se fosse per lei cambierebbe colore tutti i giorni. Durante il festival comunque si è fatta notare per il ciuffo verde e blu esibito con disinvoltura e naturalezza.

Argomento scarpe: Andrea non rinuncia ai tacchi. "Pur amando molto le scarpe basse e le stringate da uomo - dice - mi piace cambiare da un estremo all'altro: super femminile o super maschile; mi piace giocarci". 

Tra gonna e pantalone, Andrea predilige quest'ultimo, sia per comodità che per vezzo androgino.

Nel trucco ama privilegiare le tinte calde dell' oro e dei marroni, il pesca ed occasionalmente il rosso per le labbra, ma sempre senza apparire troppo sopra le righe.

Insomma, brava Andrea Mirò, seducente e solarmente sofisticata nei suoi abiti neri, negli accostamenti degli accessori, nella sottile stravaganza degli accenti blu tra i capelli.


E voi lo stile di quale donna avete apprezzato di più al Festival di Sanremo? :)

GALLERY








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domenica 16 febbraio 2014

"Opera Prima", dialogo tra Culture ad Albenga

Opera Prima - fotografia su pannello - Gino Tumbarello

Un palazzo storico si apre e svela un cuore ricolmo di Arte, Cultura, Viaggio, Memoria, Presente e Passato. Un intreccio tra culture, da quella italiana alla croata alla romena, fa dialogare l'energia positiva e creatrice degli artisti e li unisce in un eterogeneo abbraccio che supera confini geografici e spazio temporali.

E' un grande tesoro questa mostra allestita a Palazzo Oddo (Albenga) da Pier Luigi Luise - Ground Zero Gallery - con la critica d'arte Giorgia Cassini. "Opera Prima - dice Luise - è nata anche per il mio desiderio di promuovere in Italia i lavori di artisti Croati e Romeni, affiancati a quelli italiani".


Pier Luigi Luise e Giorgia Cassini con gli Artisti - Ph Giulio Cardona

Luise è stato incaricato dallo stato Romeno in qualità di Promoter per l'Arte ed ha già curato varie mostre in luoghi suggestivi come le cave di sale, a 60 metri di profondità. Ciò che colpisce del gallerista sono la passione per il suo lavoro, l'impegno e la propositività che impiega per realizzare ciò in cui crede. "Il mio obiettivo - dice - è creare una sorta di "carrozzone dell'arte" itinerante, che possa attraversare i confini geografici per permettere ad un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo di scoprire i tesori, a volte nascosti, di artisti di ambiti culturali e dai mezzi espressivi differenti" ed aggiunge: "Gli artisti sono le uniche persone in grado di regalare ancora emozioni genuine, vere e svincolate da una società ormai sempre più decadente". 


La mostra si apre con opere di artisti storici come Mirò e Beuys, Angeli e Schifano, Michelangelo Merisi (Caravaggio) e De Chirico. Notevoli i ritratti del '700 e le icone russe dello stesso periodo.

Andy e il suo Lady Royal, acrilicofluo e foglia d'oro su tela

Lungo il percorso, si viene catturati dai policromatici lavori in terra di Carmen Spigno, su tutti Ritorno alla Terra, una installazione con terre e resine naturali su tela, dall'Omaggio a Bindi realizzato in colori e pastelli ad olio di Roberto Amadé, dall'arte pop fluorescente di Andy, che espone Lady Royal, acrilicofluo e foglia d'oro su tela, dalla tecnica mista de La fabbrica perfetta ceramica-scultura-pittura di Francesco Bubba, mentre il lavoro di Marco Cardini è incentrato sulla fisica quantistica e il 3D: il suo Stella è visibile con gli occhialini appositi. 


Carmen Spigno, Ritorno alla Terra - Ph. Pascal McLee

Yin Yang , l'opera fotografica di Giulio Cardona, svela immediatamente la sua passione per l'arte figurativa, mentre Mauro Casarin omaggia il Doppio con una scultura in legno e metallo. Molto interessante anche il lavoro di Roberto Comelli, Ingranaggi d'orologi d'epoca e sfere, una scomposizione spaziale temporale sospesa e colorata, mentre la magia del colore e della grafica esplodono nel mosaico in vetro di Riccardo Licata. Raffaella Maron espone il suo Monolite, una scultura con testa in bronzo. Simbolo dell'esposizione la fotografia su pannello di Gino Tumbarello, che ritrae la critica Giorgia Cassini tra un'opera di Raffaella Maron.   

Tra gli artisti croati spiccano le cromie ad olio blu intense e oro di Saina Vinko, l'installazione "volante" in ferro Hob O di Stimac Goran, la Performance dai toni rossi, bianchi e neri di Ivona Verbanac.


Twitting, installazione di Ivona Verbanac

Ciò che propongono gli artisti rumeni sono Composizione, un coloratissimo olio su tela di Gheorghe Dican, l'acrilico in fibre naturali su tela Red & White di Constantin Neacsu, la suggestiva maschera, opera in vetro firmata da Ion Tamàian, le sorprendenti opere in tecnica mista di Vasile Tolan ed il ritratto in vetro e metallo Ottobre, di Mihai Topescu.

Opera Prima è visitabile sino al 23 febbraio a Palazzo Oddo, Via Roma 58 Albenga (SV).




AMICINELL'ARTE.IT   

GALLERY 
Foto di:
Gino Tumbarello
Giulio Cardona


io e Andy mentre osserviamo il lavoro di Carmen Spigno

Roberto Amadé

Vasile Tolan

Francesco Bubba

Giulio Cardona

Mauro Casarin

Andy

Roberto Comelli

Raffaella Maron

Constantin Neacsu

Vinko Saina

Gheorghe Dican

Vasile Tolan

Goran Stimac

Mihai Topescu

sin-destra: Vasile Tolan, Carmen Spigno e Gheorghe Dican

Marco Cardini


Ion Tamaian

Riccardo Licata



Artisti Storici:

Joan Mirò

Giorgio De Chirico

Mario Schifano

Joseph Beuys

Emilio Scanavino

Giuseppe Angeli

Icone storiche russe

Michelangelo Merisi (Caravaggio)









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